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Cosa fanno le api?

Se vi domandassi quali sono gli animali da produzione alimentare più importanti, è molto probabile che in pochissimi penserebbero alle api, invece esse sono considerate il terzo animale economicamente più importante dopo i bovini ed i suini. Esse superano perfino i polli. Inoltre siamo abituati a pensare a loro come singolo insetto ma ormai vanno considerate un organismo complesso con ruoli e funzioni ben delineate tra operaie, regina e fuchi che in equilibrio tra loro come una perfetta macchina, producono, si riproducono e provvedono al proprio mantenimento. Il loro terzo posto in classifica ci potrebbe sorprendere solo se non considerassimo che oltre a tutto il miele che producono in un anno, sono determinanti per l’esistenza di tantissimi frutti, frullati, marmellate, verdure, minestroni ed ogni genere di derivato. Le api, insieme ad altri insetti, impollinano il 70% di tutte le piante nel mondo!! In Italia ci sono più di un milione di alveari e più di 65.000 apicoltori.

Come è fatta un’arnia?

All’interno dell’arnia ci sono due livelli: il “melario” quello superiore ed il “nido” quello inferiore. Nel primo le api immagazzinano il miele ed è l’unico su cui opera l’apicoltore. Nel “nido invece vivono le larve, la regina che depone le uova ed attraverso la griglia che lo separa dal livello superiore, passano le api operaie a depositare le scorte di miele per l’inverno. Quando l’uomo raccoglie il miele, non disturba tutto il prezioso contenuto del “nido”.

Cosa fa l’apicoltore?

L’apicoltore è un allevatore molto speciale perché è tra i pochi che non sfrutta o uccide gli animali con i quali lavora. Stabilisce anzi un rapporto simbiotico tramite il quale l’uomo interpreta i segnali dell’ambiente per mettere le colonie di api nelle migliori condizioni per prosperare e poter produrre il loro nettare.

L’ape e l’ambiente.

Questo rapporto è fondamentale per determinare il tipo di miele, dato che esistono tanti sapori e odori diversi quante sono le miscele e specialità dei fiori. L’ape può volare fino a 3 chilometri di distanza dal suo alveare anche se nella maggior parte dei casi, fino a quando trova fiori e nettare a sufficienza, rimane nelle vicinanze. Per la purezza ed integrità del miele, è fondamentale che essa trovi intorno a se un ambiente incontaminato, selezionato con cura dall’uomo. Invertendo il ragionamento, possiamo pensare alle api come dei bio indicatori della salute dell’ambiente, perché attraverso l’analisi della loro produzione riusciamo ad avere una idea molto chiara dello stato dei luoghi circostanti. Sono già note l’efficacia ed il valore economico del lavoro di levartici del mondo vegetale che le api svolgono con l’impollinazione per le 150 specie botaniche utili all’uomo. Insieme ad altri insetti esse rivestono inoltre un ruolo dai benefici incalcolabili a favore di altre 350.000 specie botaniche grazie alle quali viene assicurata la biodiversità del pianeta. L’Italia è il paese europeo con il numero più alto di specie vegetali, spetta a tutti noi fare di tutto per preservare questo patrimonio. Se è vero che l’uomo è stato il principale responsabile della messa in pericolo delle api, è proprio attraverso l’uomo stesso che si può provvedere alla loro salvaguardia e ripopolazione. E’ necessario costruire habitat protetti dai pesticidi, controllare i parassiti con metodi naturali ed utilizzare prodotti biologici. Acquistare il miele locale da fattorie biologiche è il gesto più concreto che ogni persona può fare per sostenere la cura ed il ripopolamento di questa specie.

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